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venerdì 12 giugno 2020

SINTESI FINALE -STEP#24

Se ognuno di noi provasse a domandarsi “Cos’è il tempo?” probabilmente non arriverebbe ad una risposta precisa. Partendo dalla sua definizione e dalla sua origine, il concetto di tempo è sempre stato fondamentale nella vita dell’uomo, il quale fin da subito ha sentito la necessità di misurarlo attraverso l’invenzione dell’orologio. L’evoluzione del pensiero ha portato a molteplici analisi riguardo questo tema, estendendosi in vari ambiti: dalla filosofia alla letteratura, dal cinema all’arte.

Partendo da Platone, per poi passare al pensiero medievale e moderno, con il culmine in Bergson e Heidegger, il tempo è diventato parte integrante dell’analisi introspettiva dell’uomo.

Già Orazio aveva parlato della caducità della vita e di quelli che sono gli effetti su tutto ciò che viviamo. Le nuove teorie sulla condizione dell'uomo moderno e le moltissime citazioni famose si basano, infatti, sulla tendenza dell'uomo ad occuparsi troppo di cose futili e a 'sprecare' il proprio tempo, senza prestare attenzione a ciò che conta davvero.

Leopardi, ad esempio, individua nel dolore ultimo la precarietà della sua esistenza e l'incapacità di saperla gestire: è questo uno dei pensieri espressi nel suo Zibaldone.

Questo tormento interiore che è cresciuto soprattutto negli ultimi secoli, ha fatto si che gli uomini riversassero i loro sentimenti nell'arte, in particolare si parla di avanguardie come il 'Surrealismo' e il 'Futurismo'.

Ma il tempo esiste davvero? Carlo Rovelli ne parla, mentre dei ricercatori scoprono cosa avviene a livello cerebrale quando ci sembra che il tempo voli.

Non dimentichiamoci però dell’ingegneria e di come il tempo sia fondamentale per la fisica e le sue applicazioni, arrivando ad essere uno dei protagonisti della teoria della relatività di Einstein. Il tempo così diventa qualcosa di totalmente soggettivo, la cui misura dipende dal sistema di riferimento preso in considerazione.
Anche la fantascienza lo ha utilizzato più volte per parlare dei famosi viaggi nel tempo e io stessa mi sono cimentata nello scrivere una serie tv avente come tema proprio il viaggio temporale. 

Ma il tempo non è solo questo: è anche progresso (la ‘variabile tempo’), attualità e cronaca.
Anzi, qualcuno avrà pensato al tempo atmosferico, altro fattore importante e che influenza spesso la nostra vita.

Tutto ciò può essere sintetizzato in un abbecedario, mostrando i termini salienti legati al tema, e mediante una mappa concettuale. 

Analizzare questo tema è stato molto istruttivo e mi ha permesso di ampliare il ventaglio di punti di vista da cui analizzare la realtà. In particolare, mi ha dato l'opportunità di realizzare quanto sia complesso e dibattuto un concetto che adoperiamo nella vita quotidiana e che addirittura riteniamo scontato!
Penso che ciò sia stato sintetizzato al meglio da Einstein, il quale affermava che "il tempo non è che un'illusione".

lunedì 8 giugno 2020

UNA SERIE TV FUORI DAL TEMPO -STEP#22


EPISODIO 1


La realtà conosciuta nel XXI secolo è ormai un vago ricordo del passato. Nessuno sa più cosa sia la libertà in questo mondo distopico, governato da un'organizzazione terroristica, la "Power Machine". 
Quest'ultima nasce come una società segreta che per anni ha lavorato per sviluppare un virus mortale e diffonderlo: il loro obiettivo era di lasciare in vita soltanto coloro che avessero un sistema immunitario forte e delle particolari caratteristiche genetiche. Grazie al lavoro di esperti ricercatori sono riusciti nell'impresa e le conseguenze sono state devastanti. Dopo la catastrofe i superstiti sono stati talmente pochi da non riuscire a contrastare le forze dell'organizzazione.
Tra i sopravvissuti c'è un team di professionisti che escogita un modo per salvare il pianeta:
le moderne tecnologie consentono la costruzione di una macchina del tempo e così il famoso ingegnere Joseph Marin, insieme alla sua collega Sarah Bern decidono di utilizzarla, consapevoli dei notevoli rischi. Vogliono tornare nel passato per fermare la diffusione del virus grazie all'antidoto ormai scoperto dalla loro amica Clarissa e che consentirebbe di salvare l'umanità. 


EPISODIO 2


Joseph e Sarah sono pronti per la partenza e i controlli di sicurezza sono quasi ultimati quando all'improvviso la loro base viene attaccata. Per evitare di annullare il piano i due entrano nella macchina del tempo quando ancora la procedura di preparazione non è stata ultimata. La situazione si compromette perchè si ritrovano bloccati in un sistema spazio-temporale diverso dal loro. Sono disorientati e stanchi del lungo viaggio, ma grazie alle abili doti da ingegneri riescono a rimettersi in cammino e giungono a destinazione.

EPISODIO 3


Ecco che si ritrovano nel momento in cui si sentiva parlare dei primi contagi nel mondo. Loro stessi non erano ancora nati. Il loro piano prevedeva di consegnare l'antidoto ad un'azienda farmaceutica e farlo loro analizzare. Riescono nell'impresa e questo medicinale viene prodotto consentendo di curare i primi ammalati. Decidono così di informare il mondo riguardo la "Power Machine" (che allora nessuno conosceva ma che già lavorava in incognito) e finalmente il mondo si salva. Adesso il problema è un altro: come tornare nel loro presente?
Non trovano una soluzione e così alla fine decidono di rinunciare all'impresa e continuare a vivere in quel periodo, in un mondo sicuramente migliore di quella che è stata la loro vita fino ad ora.


FINE

venerdì 29 maggio 2020

ETICA DEL TEMPO -STEP#21

IL FUTURO COME RESPONSABILITA' MORALE 


Prendersi cura del tempo futuro è un atto di puro altruismo: le conseguenze non ricadono infatti su di noi ma su un ipotetico essere umano del futuro che non abbiamo modo di conoscere.

In periodi come questo, in cui viviamo una crisi di visione e rischiamo di trovarci a navigare a vista in assenza di un obiettivo chiaro e condiviso, abbiamo la responsabilità e anche l’opportunità di riflettere sulle conseguenze delle nostre azioni, di scegliere i valori che vogliamo vedere nella società dei nostri figli e nipoti e di comportarci di conseguenza.

Possiamo diventare «future makers»: designer e costruttori di futuri intenzionali.

Per un approfondimento riguarda all'etica e alla riflessione sul futuro: 

mercoledì 27 maggio 2020

IL VUOTO DEL PRESENTE -STEP#20

ZIBALDONE DI LEOPARDI


Con la caduta dal Paradiso terrestre, l'uomo diventa caduco e il suo tempo si riduce in una vita mortale che lo rende effimero.
Questo sentimento di caduta si declina in almeno due diversi orientamenti, seguendo la tipica schematicità del pensiero leopardiano; il primo di questi si concretizza nella caduta e caducità dell'uomo in quanto Umanità.

In un passaggio dello Zibaldone si scorge il sentimento di desolazione personale del Leopardi circa la condizione umana di fragilità e temporaneità:

"nella mia somma noia e scoraggimento intero della vita talvolta riconfortato alquanto e alleggerito io mi metteva a piangere la sorte umana e la miseria del mondo."

Questo sentimento di precarietà della vita e dell'esistenza umana riecheggia anche nelle opere in poesia e prosa, esterne alle riflessioni zibaldoniane.
 In uno dei suoi idilli più famosi ed importanti, La sera del dì di festa, Leopardi pone l'accento sulla fuggevolezza del tempo partendo da un momento autobiografico che genera un sentimento di malinconia impagabile e di struggimento.

La caducità dell'Uomo riverbera nell'ineludibile perdita del presente. Il tempo
antico, molto meno concentrato del tempo moderno, si poneva come un eterno presente, quanto più vicino alla condizione edenica. Il dì di festa si avvicina a quel tempo che ritorna all'antico. Il moderno ha perduto la pienezza originaria, ma non del tutto: di quello rumore degli antichi romani c'è rimasto un barlume. La felicità di conseguenza è solo un'illusione che si realizza nella protezione da una parte verso il passato come memoria e dall'altra come futuro come speranza. 
Nel presente c'è solo il vuoto.




martedì 26 maggio 2020

VIAGGIARE NEL TEMPO: UTOPIA O REALTA'? -STEP#19

Chi non ha mai pensato a quanto sarebbe interessante e bello poter viaggiare nei secoli restando costantemente in contatto con la realtà del presente? Incontrare quei personaggi che fino ad oggi avete potuto conoscere solo attraverso i libri di storia, parlare con i grandi della letteratura e tornare a casa giusto in tempo per affrontare l'interrogazione su quell'uomo che gli altri hanno incontrato solo nelle spiegazioni dei prof. Insomma, il sogno del viaggio nel tempo accomuna i popoli di ogni epoca e realtà geografica, ma si tratta ancora di qualcosa a metà strada tra l’utopia e l’effettività consentita dalle leggi della fisica.

LA MACCHINA DEL TEMPO - Intorno al mito del viaggio nel tempo sono state scritte pagine e pagine di romanzi, testi di fantascienza, sceneggiature di film ispirate a questo sogno. E poi l’invenzione di quella macchina portentosa e non in commercio che possiede un navigatore in grado di orientarsi nei secoli. Un marchingegno rivoluzionario che chiunque vorrebbe custodire gelosamente nel proprio garage, pronto ad essere messo in moto in qualsiasi momento e a viaggiare alla velocità della luce: la macchina del tempo.

LE TEORIE DEL VIAGGIO TEMPORALE - A sentirne parlare sembrerebbe una fiaba o comunque un’immagine irreale. E invece quello del viaggio nel tempo è un pensiero sorto anche grazie ad alcune teorie scientifiche: quella della Relatività einsteiniana, e quella della Meccanica Quantistica. Secondo la prima, da quanto si può dedurre dalla sua stessa denominazione, il tempo, come anche lo spazio, è un concetto relativo che può essere percepito diversamente da punti differenti dell’universo, in grado di scorrere secondo variazioni e addirittura di bloccarsi se si verificano alcune condizioni, come in prossimità dei cosiddetti buchi neri o stelle di neutroni. Il viaggio nel tempo secondo la teoria della Relatività è una possibilità per i corpi dotati di massa che si spostano a velocità prossime a quella della luce nel vuoto, o anche se immersi in campi gravitazionali. La Meccanica Quantistica considera i buchi neri dei possibili varchi temporali attorno ai quali si riscontrano le stesse leggi fisiche valide per gli atomi che possono trovarsi in diversi luoghi in uno stesso momento.


In questo articolo viene spiegato come si possa viaggiare nel tempo, senza però poter tornare nel presente: https://www.focus.it/tecnologia/innovazione/i-viaggi-nel-tempo-non-sono-fantascienza

lunedì 25 maggio 2020

NELLA FILOSOFIA CONTEMPORANEA -STEP#18


HEIDEGGER: "ESSERE E TEMPO"


Le interrogazioni contemporanee sul tempo ruotano prevalentemente intorno alla riflessione psicologica ed esistenziale e ritornano in una moltitudine di autori, da Schopenhauer a Kierkegaard, a Bergson, Husserl, Heidegger, Hartmann, Merleau–Ponty, Sartre, Bachelard, Ricoeur. . .

Facciamo riferimento a Heidegger (1889–1976) e a una delle sue fonti maggiori,
Kierkegaard (1813–1855). La tesi di Heidegger è che fra le tre determinazioni del tempo, passato, presente e futuro, quella originaria e fondamentale è il futuro . Se l’esistenza è possibilità, trascendenza, progettazione, anticipazione, essa è costitutivamente orientata e diretta verso il futuro. Ma il futuro implica il passato come sua condizione per essere progettato e pensato, e il presente è necessariamente coinvolto dal rapporto tra futuro e passato. 
 Il futuro è “possibilità di”: è l’indeterminato, il luogo dei progetti, delle speranze, della possibilità. 
Il passato, al contrario, è il luogo del determinato.
A ogni scelta compiuta  il ventaglio del futuro possibile si restringe, ed è chiaro che più il percorso temporale si snoda e le decisioni si moltiplicano, noi “scriviamo” la nostra storia traducendola da virtuale in reale. Perciò spesso il presente non è altro che l’unità di oblio e di aspettazione, sulla quale è fondata l’esistenza quotidiana come routine insignificante di giorni che si susseguono l’uno all’altro indifferentemente. 
E qui Heidegger recupera il tema del divertissement di Pascal: nella banalità della vita di tutti i giorni, nella “cura” che ci prendiamo delle cose minute e insignificanti, noi compiamo costantemente un atto di stordimento, inseguiamo la distrazione e l’oblio per non essere presi dall’angoscia della scelta, per non avvertire che la scelta che stiamo compiendo cambia la vita in destino.

L’indagine sul tempo è divenuta una riflessione sull’uomo: essa è, anzi, la modalità filosofica specifica per indagare la condizione esistenziale del soggetto. 
Noi siamo l’Essere del Tempo: la temporalità è la nostra condizione esistenziale e la nostra essenza antropologica. 





martedì 19 maggio 2020

venerdì 15 maggio 2020

BERGSON, UN TESTIMONIAL SEGUITO DA MOLTI -STEP#16

IL TEMPO CHE PERCEPIAMO E' IL TEMPO SCIENTIFICO? BERGSON, 1917 E BIRDMAN DICONO DI NO


Negli ultimi anni, grazie ai progressi tecnologici, numerosi registi hanno optato per scelte sempre più complesse per permettere agli spettatori di immedesimarsi meglio nell’esperienza offerta dal film.


In particolare i film 1917 e Birdman permettono allo spettatore di partecipare non solo alle azioni dei personaggi, ma anche alla loro percezione del tempo, che, come spiega Bergson, è riprodotto sullo schermo qualitativamente e non quantitativamente.


La maggior parte dei film oggi non seguono la successione cronologica degli eventi: grazie al montaggio vengono inseriti flashback (o flashforward) che trasformano un film da “fabula” a “intreccio”, rendendo possibile raccontare in sole due ore storie che si svolgono nel corso di anni. Nel caso di film come Birdman o 1917, dove seguiamo i personaggi ininterrottamente senza tagli temporali, l’azione mostrata si dovrebbe svolgere nelle sole due ore di durata del film, ma non è così perché non è il “tempo scientifico” ad essere rappresentato.

Una delle teorie più originali del filosofo francese Henri Bergson è la distinzione tra il “tempo della scienza” e il “tempo della vita”: il primo, quantitativo, è rappresentato da una collana di perle in cui ogni perla rispecchia un’unità temporale uguale ma distinta da quella precedente e successiva. Per Bergson questa è un’illusione, il tempo scientifico è astratto e proiettato nello spazio; osservando un orologio non misuriamo la durata, come può sembrare, ma contiamo le simultaneità:

“Al di fuori di me, nello spazio vi è un’unica posizione della lancetta e del pendolo, in quanto non resta nulla delle posizioni passate. Dentro di me, si svolge un processo di organizzazione o di mutua compenetrazione dei fatti di coscienza, che costituisce la vera durata”

Con “durata” Bergson intende il tempo della vita, intende “un’unica e fluida corrente nella quale non esistono né tagli netti, né separazioni radicali”, che tradotto in linguaggio cinematografico sarebbe: dove non vi è montaggio.

Nei film con un unico piano sequenza infatti non vengono rappresentate azioni che si svolgono soltanto nelle due ore di durata del film: 1917 racconta un’intera giornata e Birdman addirittura qualche settimana, questo perché una volta che ci siamo liberati del tempo della scienza, possiamo considerare la temporalità dal punto di vista psicologico, così un’ora scientifica può essere resa in pochi minuti sullo schermo.

giovedì 14 maggio 2020

COME IL FATTORE TEMPO INFLUENZA I LIMITI DELLO SVILUPPO -STEP#15

Il Rapporto sui limiti dello sviluppo (dal libro "The Limits to Growth", I limiti dello sviluppo), commissionato al MIT dal Club di Roma, fu pubblicato nel 1972 da Donella H. Meadows, Dennis L. Meadows, Jørgen Randers e William W. Behrens III.
Il rapporto, basato sulla simulazione al computer World3, predice le conseguenze della continua crescita della popolazione sull'ecosistema terrestre e sulla stessa sopravvivenza della specie umana.

Le conclusioni del rapporto sono:
-Se l'attuale tasso di crescita della popolazione, dell'industrializzazione, dell'inquinamento, della produzione di cibo e dello sfruttamento delle risorse continuerà inalterato, i limiti dello sviluppo su questo pianeta saranno raggiunti in un momento imprecisato entro i prossimi cento anni. Il risultato più probabile sarà un declino improvviso ed incontrollabile della popolazione e della capacità industriale.
-È possibile modificare i tassi di sviluppo e giungere ad una condizione di stabilità ecologica ed economica, sostenibile anche nel lontano futuro. Lo stato di equilibrio globale dovrebbe essere progettato in modo che le necessità di ciascuna persona sulla terra siano soddisfatte, e ciascuno abbia uguali opportunità di realizzare il proprio potenziale umano.

In tutto questo la variabile tempo è fondamentale perchè consente comprendere gli sviluppi predetti dal club e come questi si evolveranno nel tempo. Ecco un grafico che lo dimostra:

Il futuro, quindi, è una responsabilità fondamentale del presente: https://f271137.blogspot.com/2020/05/etica-del-tempo-step21.html

venerdì 8 maggio 2020

LA CRONACA DEL TEMPO -STEP#14

CRONACA (ant. crònica) s. f. [dal lat. chronĭca neutro pl. (nel lat. mediev. divenuto femm. sing.), dal gr. χρονικά (βιβλία) «annali, cronache», neutro pl. di χρονικός «che riguarda il tempo», da χρόνος «chronos»].


Da questa definizione si può ben capire come la parola "cronaca" sia strettamente legata alla parola "tempo", essa infatti deriva da Chronos che nella mitologia greca rappresenta il dio del tempo.
Per un approfondimento si può fare riferimento a questo link del blog:


Un fatto di cronaca che ha a che fare con il tempo, può essere considerato come un avvenimento riguardante l'attualità e quindi il tempo che stiamo vivendo in questo periodo. Come tutti sanno, l'argomento più discusso in questo periodo riguarda l'inizio della FASE 2, dopo la chiusura totale delle attività.
Ecco un articolo interessante riguardo la questione:

Per approfondire l'argomento sul Covid-19:

mercoledì 6 maggio 2020

FISICA: UNA DISCIPLINA DELL'INGEGNERIA -STEP#13

Il tempo è un concetto fondamentale per lo studio dell'ingegneria e soprattutto per comprendere le basi della fisica.  Questo perché permette di determinare l’ordine con cui accadono gli eventi e, grazie a uno strumento, l’orologio, di stabilire 
anche la distanza temporale tra due avvenimenti che si verificano in successione. 

Ma è anche possibile conoscere la durata di un intervallo di tempo, cioè ‘quanto tempo’ un evento si è verificato prima o dopo un altro. Il tempo, quindi, è una grandezza fisica misurabile.

Nella fisica classica, fondata sulle ricerche di Galileo Galilei e di Isaac Newton, il tempo e lo spazio esistono di per sé – sono concetti assoluti –, costituiscono una sorta di ‘scenario’ in cui si manifestano i fenomeni e si muovono i corpi. Tuttavia il tempo fluisce in modo continuo e regolare dal passato verso il futuro, e non dipende dal verificarsi dei fenomeni che permettono di misurarlo né da chi effettua l’operazione di misura.


Dai fenomeni, studiati sistematicamente dagli astronomi dell’antichità, deriva l’unità di misura del tempo usata oggi, il secondo, ricavata in passato suddividendo il giorno – più precisamente il giorno solare medio, definito come la media annua del giorno solare – in 86.400 parti.

Questa concezione del tempo concorda con l’esperienza dei fatti che noi osserviamo – dove le velocità in gioco sono sempre molto più piccole della velocità della luce –, ma è corretta solo in apparenza. Einstein infatti introduce la teoria fisica della relatività, secondo la quale non è possibile stabilire la simultaneità di due eventi: non esiste un tempo assoluto e il tempo scorre in modo diverso per due osservatori in moto l’uno rispetto all’altro. In particolare, il tempo scorre più lentamente per l’osservatore che si muove più rapidamente.

mercoledì 29 aprile 2020

NEL PENSIERO MEDIEVALE E MODERNO -STEP#12


Epoca medievale

Nel Medioevo l'idea dominante era quella proposta da Aristotele: il tempo è il numero del movimento secondo il prima e il poi. Da ciò derivava che il tempo era essenzialmente una proprietà del movimento e che inoltre esso era numero "numerato", ossia la quantità successiva derivata dal movimento stesso. Si trattava quindi di una quantità continua (coincidente con il movimento) all'interno della quale un'anima poteva cogliere un prima e un poi.

Il problema di questa concezione riguardava l'essere sostanziale delle cose: se il tempo è movimento che cosa misura il permanere nel tempo di qualsiasi sostanza - ad esempio di "questo" uomo - in un determinato stato? Per supplire a tale difetto gli scolastici fecero ricorso all'ambito teologico, soprattutto all'angelologia, applicando al mondo sublunare dei tipi di temporalità immutabili.



Pasquale Porro - docente di Storia della filosofia medievale all'Università La Sapienza - mostra come dalle diverse concezioni che si hanno sul tempo nel Medioevo emerga una sorta di ossessione per la caducità - per l'idea della fine come effetto dello scorrere ineluttabile del tempo - insieme alla sistematica sottomissione del tempo a ritmi religiosi.
                                                      



L'epoca moderna: il dibattito tra tempo assoluto e tempo illusorio

Il tempo è stato considerato in vari modi nel corso della storia del pensiero, ma le definizioni di Platone e Aristotele sono state di riferimento per moltissimi secoli (magari criticate o reinterpretate in senso cristiano), fino a giungere alla rivoluzione scientifica. Di questo periodo è fondamentale la definizione di Isaac Newton (1642-1727), secondo il quale il tempo (al pari dello spazio) è "sensorium Dei" (senso di Dio) e scorrerebbe immutabile, sempre uguale a sé stesso (una concezione analoga è presente nelle opere di Galileo Galilei). 
Degna di nota è la contesa tra Newton e Leibniz, che riguardava la questione del tempo assoluto: mentre il primo credeva che il tempo fosse, analogamente allo spazio, un contenitore di eventi, il secondo riteneva che esso, come lo spazio, fosse un apparato concettuale che descriveva le interrelazioni tra gli eventi stessi.
John Ellis McTaggart credeva, dal canto suo, che il tempo e il cambiamento fossero semplici illusioni.

IL TEMPO IN NEWTON

Nel 1687 Newton pubblica l’opera Philosophiae Naturalis Principia Mathematica  che fonda la fisica moderna. In essa sono contenuti i 3 principi della dinamica e la legge di gravitazione

“Il tempo assoluto, vero, matematico, in sé e per sua natura senza relazione ad alcunché di esterno, scorre uniformemente, e con altro nome è chiamato durata”


• il tempo è qualcosa in sé e non trova generazione o spiegazione in altro 
• funge da base, sfondo e supporto a tutte le misure di tempo 
• il flusso del tempo è immutabile, omogeneo, costante e uguale per tutti


Il concetto di tempo risulta estremamente saldo e si pone a fondamento dell’intera scienza. Il tempo diventa una grandezza fisica dimensionale che funge da base operativa per il sapere moderno.


IL TEMPO IN KANT

Nella Critica della ragion pura Kant definisce spazio e tempo come forme a priori, ovvero come qualcosa che ci è già dato, come qualcosa in cui noi siamo, come qualcosa con le quali tutte le nostre impressioni sensibili devono necessariamente entrare in contatto. 

Sinteticamente:

⇨Nessuno - egli afferma - può pensare a un "prima" e a un "dopo" se non accetta l'idea che esiste una realtà, il tempo, che gli permette di farlo.

⇒Senza tempo non esistono i fenomeni; senza fenomeni invece il tempo sussiste tranquillamente.

⇒Il tempo ha una sola dimensione - dice Kant - e i diversi tempi non sono insieme ma successivi (come diversi spazi non sono successivi ma insieme).

⇒Il tempo - dice Kant - non è un concetto universale ma una forma pura dell'intuizione sensibile, che lo percepisce come un insieme.

⇒L'infinità del tempo unico è a fondamento delle quantità determinate di tempo, scrive Kant. Quella infinità può essere solo intuita, mentre queste quantità possono essere comprese in maniera concettuale.


Fonti:

venerdì 24 aprile 2020

ATTUALITA' -STEP#11

Tra i vari argomenti trattati in questo blog, sicuramente non può mancare un'analisi più realistica del concetto di 'tempo': l'attualità.
Ecco un quadro degli ultimi eventi:
https://www.ilsole24ore.com/art/coronavirus-italia-news-ultime-notizie-aggiornamenti-23-aprile-ADhtWGM
L'articolo spiega chiaramente gli ultimi dati riguardanti la pandemia che ha stravolto la nostra vita.
Il periodo che stiamo vivendo ha cambiato le nostre abitudini, la nostra quotidianità e le nostre certezze, facendoci spesso cadere in insicurezze e paure.
Per ordine ministeriale, ma soprattutto per la nostra sicurezza, siamo costretti a restare a casa ed uscire solo per stretta necessità.
In tutto ciò il tempo è un aspetto fondamentale: sembra non passare mai, anzi sembra che tutto si sia fermato e che la nostra vita sia ad un punto di stallo.
Questo implica una mancanza di indipendenza, ma per molti il problema maggiore sono gli affetti che vengono meno. Si può pensare a tutti gli studenti fuori sede costretti a vivere soli e a non poter tornare dalle proprio famiglie oppure a coloro che hanno perso parenti e amici per colpa di un virus la cui diffusione non può essere contenuta.

Tantissime sono le testimonianze di situazioni disperate:
https://www.youtube.com/watch?v=-xydPenVY2A
https://www.andrialive.it/news/attualita/934710/a-tu-per-tu-con-il-coronavirus-la-testimonianza-di-un-paziente-linferno-esiste-sulla-terra
https://www.gonews.it/2020/04/21/coronavirus-la-testimonianza-delle-coinquiline-alice-e-rachele-due-fiorentine-a-parigi/
e ancora tanto altro...

C'è anche chi sta combattendo tutti i giorni contro il coronavirus: medici ed infermieri. Loro sono i veri eroi che tutti i giorni si impegnano per far fronte ad un'epidemia che sembra non finire mai. Pare che l'unica soluzione possa essere un vaccino, ma purtroppo i tempi richiesti dalla ricerca sono estremamente lunghi e non si ha la certezza che si possa giungere ad un risultato.

La cosa migliore da fare è cercare di comprendere la situazione e capire che tutte queste precauzioni sono fondamentali per la nostra saluta e per quella degli altri.
Magari, una volta passato questo periodo, ci renderemo conto di ciò che è realmente fondamentale per la nostra vita e di cosa è invece futile e mera apparenza.


venerdì 17 aprile 2020

CLIP CINEMATOGRAFICA -STEP#10


Collateral Beauty è un film di genere drammatico del 2016, diretto da David Frankel, con Will Smith e Edward Norton. Uscita al cinema il 04 gennaio 2017. Durata 97 minuti. Distribuito da Warner Bros. Italia.




          "Tempo: dicono che tu guarisci tutte le ferite, ma non
    dicono che distruggi tutto il buono che c'è al mondo..."


domenica 12 aprile 2020

LA PERSISTENZA DELLA MEMORIA -STEP#09






Salvador Dalì, La persistenza della memoria, 1931, olio su tela, 24 x 33 cm. New York, Museum of Modern Art (MoMa)






La persistenza della memoria è uno dei quadri più famosi di Salvador Dalì. Gli orologi molli sono degli oggetti che caratterizzano questo e altri dipinti. Nelle opere di Salvador Dalì, infatti, furono rappresentati in modo costante alcuni oggetti dalle forme strane e ibride. Dalì diede una spiegazione di come elaborò questa forma. L’artista si trovò ad osservare una fetta di formaggio che si stava sciogliendo al sole. Questa visione gli ispirò l’idea degli orologi molli che subito dipinse sulla tela. L’immagine che stava dipingendo rappresentava un paesaggio di Port Lligat, in Spagna. Salvador Dalì, al momento della realizzazione dell’opera viveva in tale località con la compagna Gala.

Oltre alla spiegazione data dall’artista, si può immaginare che gli orologi molli rappresentino la relatività della percezione temporale. Ognuno di noi, infatti, ha una propria sensazione temporale rispetto alle medesime situazioni. Ogni orologio, inoltre, segna ore diverse.

La persistenza della memoria divenne proprietà della Galerie Pierre Colle di Parigi dopo l’acquisto diretto da Salvador Dalì. Nel 1934, la Gallery Julien Levy di New York ne fu proprietaria. Infine, un anonimo benefattore diede in dono l’opera al MoMa di New York.


Fonte: https://www.analisidellopera.it/la-persistenza-della-memoria-di-salvador-dali/

Per una interpretazione artistica personale cliccare qui:  https://f271137.blogspot.com/2020/03/step03.html



"L'immagine mobile dell'eternità" -STEP#08

Il Timeo, scritto intorno al 360 a.C. da Platone, è il dialogo platonico che maggiormente ha influito sulla filosofia e sulla scienza posteriori. In esso vengono approfonditi essenzialmente tre problemi: quello cosmologico dell'origine dell'apeiron, quello fisico della sua struttura, ed infine quello della natura iperuranica che permane nel suo stato di quiete.

Platone definendo il tempo come “l’immagine mobile dell’eternità” nel Timeo intende dire che esso riproduce nel movimento, sotto la forma del periodo dei pianeti, del ciclo costante delle stagioni o delle generazioni viventi, quella immutabilità che è propria dell’essere eterno.

TIMEO: [...] Dunque la natura di quell'essere è eterna, e questo non era possibile applicarlo completamente a questo mondo generato: pensò allora di realizzare un'immagine mobile dell'eternità, e, ordinando il cielo, fa dell'eternità che rimane nell'unità un'immagine eterna che procede secondo il numero, e che noi abbiamo chiamato tempo. E i giorni e le notti, e i mesi e gli anni, che non esistevano prima che il cielo fosse generato, fece allora in modo che essi nascessero nel momento in cui componeva il cielo. Tutte queste sono parti di tempo, e "l'era" e il "sarà" sono specie generate di tempo che noi senza saperlo attribuiamo in modo scorretto all'essenza eterna. Diciamo infatti che essa era, è, e sarà, ma secondo un ragionamento veritiero soltanto "l'è" si adatta all'essenza eterna, mentre "l'era" e il "sarà" conviene dirle a proposito della generazione che procede nel tempo: si tratta infatti di due movimenti, mentre ciò che è sempre allo stesso modo ed immobile non conviene che diventi attraverso il tempo né più vecchio né più giovane, né che sia mai diventato, né che ora diventi, e neppure che diventerà in avvenire. [...]


giovedì 9 aprile 2020

CARPE DIEM - Step#07



Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi

finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios

temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit, pati!

Seu pluris hiemes seu tribuit Iuppiter ultimam,

quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare

Tyrrhenum, sapias: vina liques et spatio brevi

spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida

aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.


Orazio (Odi, 1, 11)



Traduzione:

Tu non chiedere, è vietato sapere, quale fine a me, quale a te
gli dei abbiano assegnato, o Leuconoe, e non consultare
la cabala babilonese. Quanto (è) meglio, qualsiasi cosa sarà, accettarla!
Sia che Giove abbia assegnato più inverni, sia che abbia assegnato come ultimo
quello che ora sfianca con le scogliere di pomice che gli si oppongono il mare
Tirreno, sii saggia: filtra il vino e ad una breve scadenza
limita la lunga speranza. Mentre parliamo sarà fuggito, inesorabile,
il tempo: cogli l'attimo, il meno possibile fiducioso in quello successivo.


venerdì 3 aprile 2020

"IL TEMPO: UNO STRANO STRUMENTO" - STEP#06

"Il tempo è uno strano strumento: suona, ma non ha note.
Il tempo è silenzio da modulare; si piega ai fatti e alle circostanze.
Il tempo è una coperta bagnata di pioggia che aderisce al corpo e pesa, ma anche soffio di vento che solleva un delicato, leggerissimo velo.
Il tempo è soprattutto emozione.
Un minuto può essere eterno e un giorno un frullare d’ali.
Non c’è modo di accettare che un minuto abbia sempre la medesima lunghezza; che un giorno sia sempre uguale a se stesso.
Gli orologi ci provano a convincerci, ma è dura credergli. L’evidenza delle emozioni li smentisce. Gli orologi sono burloni e scorretti: rallentano e accelerano di nascosto, a nostra insaputa, per pura cattiveria.
Quando soffriamo quasi si fermano, in perfido ascolto.
Quando siamo felici corrono, fuggono, rubano ore a piene mani, ficcano mattine e pomeriggi e notti in un misterioso sacco che poi interrano ai piedi di un castagno, nel bosco.
Questo cercano gli gnomi delle foreste: i sacchi pieni del nostro tempo felice, dei minuti sottratti, delle ore trafugate, dei giri di lancette saltati, dei ticchettii che non hanno mai risuonato, del vibrare di pendole che han scordato di battere e dello zufolare di cucù afoni e immobili.
Li portano nelle loro caverne umide e tristi e ne slegano le bocche serrate, le spalancano e lasciano fluire il tempo della felicità degli esseri umani e lo respirano, se ne riempiono i polmoni, come tossici che aspirano i vapori di qualche droga impalpabile e mortale.
Il tempo è uno strano compagno, sempre al nostro fianco, dal primo vagito all’ultimo rantolo, senza mai esserci davvero amico, senza mai essere complice.
Il tempo disegna rune sul cuore, segni misteriosi di paura e dolore.
Il tempo colora d’arcobaleno i pensieri, marchi indecifrabili di felicità passeggere.
Il tempo è uno strano strumento. Ha una musica priva di note.
Non c’è modo di imparare a suonare."

Dal libro "Momo" di Michael Ende

martedì 31 marzo 2020

PUBBLICITA' "MARTINI" -STEP#05


"L'uomo più ricco del mondo nasce ogni secondo perchè la ricchezza non si misura in soldi, si misura in tempo."